Desidero quindi Sono

Forse vi sembrerà assurdo, ma è molto più facile ottenere ciò che non si vuole, piuttosto di ciò che si brama. Beh, almeno per me. Ogni volta che mi sono presentata ad un colloquio per un lavoro che non mi interessava, mi hanno assunta. Ero molto più distesa, senza alcuna preoccupazione e il selezionatore lo notava. Se ne accorgeva e mi sceglieva…cazzo e mi trovavo incastrata per mesi, a volte per anni, dalla mia stessa sicurezza. Al contrario quando ho desiderato davvero qualcosa, la mia foga, unita alla paura di non ottenerlo hanno spaventato chiunque sul mio cammino. Compresi gli uomini naturalmente. Non so giocare a quell’ assurdo gioco che è la seduzione e più cerco di essere disinvolta, più nei miei gesti inconsulti traspare soltanto debolezza.Dovrebbe esserci mistero, invece sono lì diretta, scoperta, chiara. Quindi sono giunta a pensare che devi mantenere celati i tuoi desideri se vuoi avere una possibilità di realizzarli oppure devi auto convincerti di volere ciò che non vuoi e di non volere ciò che vuoi.

Moralmente insicura

Ciao a tutti sono tornata, nel bene e nel male.

Probabilmente i miei pochi lettori non ci sono più. Ma non ho mai scritto sperando che mi leggesse qualcuno, non sono certo Paolo Giordano con la sua Solitudine dei Numeri Primi, perché anche se della prima sono maestra, di matematica non ci ho mai capito nulla.

Sono qui per parlarvi della morale.

Ognuno di noi ha una morale diversa. Per me ci sono cose in fondo accettabili, che invece tu non faresti mai. (Preferisco non entrare nei particolari. E’ pur sempre un blog pubblico e così potrai pensare tutto il peggioro di me.).

“Questo non si fa !” ci ripetiamo nella testa, come un lontano eco dei nostri genitori, dei nostri maestri, della tv, dei nostri amici.

Nemmeno noi sappiamo da dove arrivano quelle regole.

Non tradirò mai un amico, non ferirei mai mio figlio, non farei mai un pompino (sì ci sono donne che nel 2012 lo pensano ancora) , non ruberei mai, non scenderò mai a compromessi.

Delle volte perfino le nostre stesse regole vanno in contraddizione o cambiano col tempo. Magari ti trovi una situazione per cui certi limiti si superano da sé .

Nessuno può mai dire “io non né mangerò mai di questa minestra”. L’ho capito la prima volta che ho detto una parolaccia, non prima dei 12 anni. Ora cazzo è una delle mie parole preferite. Mia e di Fabbri Fibbra.

Alla fine quello che credo è, che una sola cosa non sono disposta a fare né ora né mai. Non ucciderei mai qualcuno. A meno che non qualcuno non cerchi di farmi del male, ok….non sono sicura di nulla.

 

La verità è che non gli piaci abbastanza

“Se un uomo vuole stare con te trova sempre il modo.”

Trova sempre il modo….Sempre. Se ti vuole ti trova lui. Ti telefona lui.Ti scrive lui.

Se queste cose non ci sono, non bisogna accanirsi. Se invece di chiederti il numero, te lo da…lascia stare. Se ti dice ci sentiamo, non aspettarti nulla. Vorrei essere un uomo perché loro sono chiari, non fraintendono, non si illudono, non aspettano davanti al telefono, non guardano 100 volte la casella di mail. Quindi se mi hai detto “ci vedremo prima o poi.. forse…” avrei dovuto dirti  “vediamo…se o tempo…se non c’è qualcuno di meglio” perché tanto è quello che hai pensato tu. Avresti potuto dirmi semplicemente “non mi piaci abbastanza”.

L’uomo è un animale umorale

Sono le cose minuscole che ti cambiano l’umore della giornata. Un sorriso. Un mancato sorriso. Un tono brusco. Una carezza. Una battuta complice. Una battuta cattiva. Non trovare le chiavi. Riuscire a fare qualcosa al primo tentativo. Perdere il treno. Una telefonata. Una mancata telefonata.Comprare un adorabile maglioncino. Qualcuno che ti frega sotto il naso proprio il maglioncino che volevi ed è l’ultimo. Uno sguardo.….una di queste piccolissime cose può fare la differenza tra una serata in crisi depressiva e un paio d’ore di esaltazione mistica. E’ chiaro che un sorriso in più o uno in meno non cambiano la sostanza della vita, ma la serata sì. Sorridimi !

Potrebbe essere oggi !

Oggi potrebbe essere il giorno più bello della tua vita….si potrebbe, ma molto più probabilmente sarà esattamente uguale agli altri, oppure c’è una piccola possibilità che accada qualcosa di orribile. Ma allora qual’è stato il giorno più bello della mia vita ? C’è già stato ? Ci sarà ?

Mi viene in mente quando un bambino di sei anni ha chiesto la mia mano ai miei genitori, oppure quando è nato il mio primo figlio ( no questo deve essere il ricordo di qualcun’altro)  o anche quella volta in cui seduta a un semplicissimo tavolo davanti a una semplicissima persona mi sono sentita capita profondamente , ma  potrebbe anche essere quando ho pensato di aver capito le leggi del mondo. Ma pensandoci bene credo che il più bel giorno della mia vita sia quello in cui sono nata, perché ho solo dormito, cagato e mangiato…ma non ho pianto, non ero ancora capace. Qual è stato il tuo giorno più bello ? Qualcuno dice che potrebbe essere oggi.

L’amore ai tempi delle mele

Quando ero adolescente mi innamoravo solo di ragazzetti a cui non piacevo, naturalmente troppi vecchi, con la barba incolta (questo non è cambiato) e che mi vedevano come una bambina. Quelli a cui piacevo io, mi sembravano stupidi, bruttini, noiosi. La mia migliore amica diceva che fuggivo dall’amore, non che lei non facesse la stessa cosa. Mi sembrava impossibile sopportare qualcuno per più di qualche giorno, dovergli dire dove andavo e con chi, dovermi privare di cose mie solo per accontentarlo. Beh, su questo punto non avevo del tutto torto. Poi c’era il sesso, mi spaventava mortalmente, credo che avrei avuto meno paura di camminare sui carboni ardenti piuttosto di trovarmi sola con uno. C’erano tutte quelle storie sulla prima volta, fiotti di sangue e dolore intenso, beh non rendevano la cosa proprio invitante e poi c’era la nudità. Nessuna 14 enne ama il suo corpo. Nessuna e dire che allora ero perfetta…se l’avessi capito probabilmente tutto sarebbe stato diverso.

Dove ti vedi tra cinque anni ?

Vorrei che non mi ripetessero questa domanda con regolarità, tanto non la so la risposta. Poi qual’è la risposta giusta. So che qualsiasi cosa io possa ipotizzare sarà comunque sbagliata. Ogni volta che ho creduto di aver intrapreso una direzione sono finita tutta da un’altra parte. Le persone su cui contavo sono andate via e probabilmente succederà di nuovo e di nuovo. Ho cambiato completamente tipologia di lavoro più volte e speranze. L’unica cosa che non è cambiata, comunque non abbastanza, sono io. Vuoi un bambino? Una casa in centro? Una villetta? Ti vuoi sposare? No, voglio che smettiate di farmi questa domanda.

Adesso

A sei anni ero davvero me stessa, priva di ogni paura, di sensi di colpa, di aspettative troppo grandi, di tutte quelle frasi di circostanza e di filtri verbali. A sei anni mi piaceva il mondo, mi fidavo delle persone, ero dolcemente sfrontata e volevo sapere, sapere tutto. Volevo capire.

Credevo ancora. Credevo nella verità, nella bontà, nell’impegno, nella coerenza e nel suo contrario, nelle emozioni forti, nell’amore puro, nell’amicizia, nel futuro, in Babbo Natale, nella Fatina dei Denti, in Dio non sapendo esattamente cosa fosse ma intuendolo con forza. In certi momenti perfetti avevo l’impressione di aver compreso ogni cosa, ogni mistero. A sei anni io ero io, molto più di adesso. Sapevo cosa volevo, molto più di adesso. Ero in grado di amare, molto più di adesso. Adesso…adesso…adesso…

Più di ogni altra cosa

Più di ogni altra cosa io desidero essere quella donna. Il pensiero che ti lacera le carni, che ritorna fastidioso e ricorrente ogni volta che sei solo, seduto davanti al mare, alla fermata dell’autobus, quando guidi su una strada dritta. Il respiro lieve, che ti sembra di percepire, caldo, dietro la parte morbida del collo e ti fa contorcere nella notte. Un sussurro. La sua perfezione irreale. Senza sporcature.
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